A San Floro, cinquecento anime in provincia di Catanzaro, il rumore che si sente entrando nell’azienda agricola non è quello delle macchine. È il fruscio continuo dei bachi da seta che mangiano foglie di gelso, ventiquattro ore al giorno, nei mesi di maggio e giugno. Chi arriva per la prima volta resta spiazzato: una filiera che si dava per estinta, qui è ricominciata.
Nido di Seta è una cooperativa agricola fondata nel 2014 da Miriam Pugliese, Giovanna Bagnato e Domenico Vivino, tre giovani sanfloresi tornati in Calabria dopo aver studiato e lavorato tra Italia, Europa, Thailandia, India e Messico. Hanno recuperato un terreno comunale abbandonato con circa 3.000 piante di gelso e hanno ricostruito, pezzo per pezzo, l’intera filiera: dalla foglia al filo, fino al tessuto.
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Una filiera che parte dalla terra e arriva all’alta moda
Il gelseto è il cuore dell’attività. “Tutto parte dalla pianta di gelso”, spiega Miriam Pugliese, una delle fondatrici, “perché noi come attività prevalente alleviamo i bachi da seta e arriviamo alla produzione del filato”. Il lavoro attraversa quattro settori intrecciati: agricoltura, artigianato, turismo e alta moda. La cooperativa oggi è arrivata a sei persone, tre fondatori più una squadra stabile, ed è affiancata da una rete di otto artigiane specializzate.



Filatrici, tintrici, tessitrici: sono professioni che si stanno estinguendo, e a San Floro diventano lavoro vero per donne che producono reddito dalla propria casa. In una regione dove il tasso di indipendenza economica femminile resta fra i più bassi d’Italia, questa rete conta più delle dichiarazioni di intenti. È un dettaglio che racconta meglio di altri cosa significa “riscatto territoriale” per i tre fondatori.
Il filato prodotto ha raggiunto standard idonei per l’alta moda: dal 2022 Nido di Seta è fornitore di materia prima per Gucci, con l’obiettivo dichiarato di arrivare al primo foulard di seta con filiera interamente Made in Italy. L’intera catena, dalla foglia di gelso al filo finito, si compie oggi in Calabria, un modello senza precedenti in Italia costruito anche grazie alla collaborazione scientifica con il CREA di Padova.
Perché proprio Catanzaro? La storia della seta calabrese
La scelta di San Floro non è casuale. Catanzaro è stata, dal Medioevo fino alla fine dell’Ottocento, una delle capitali europee della seta. Gli Statuti dell’Arte della seta catanzaresi risalgono al 1519, otto anni prima di quelli fiorentini. Attorno alla città si era sviluppato un circuito produttivo che collegava la costa tirrenica a quella ionica (la cosiddetta “via della seta calabrese”) e i paesi dell’entroterra, San Floro compreso, allevavano milioni di bachi. L’industrializzazione ha cancellato questo primato nel corso del Novecento. I gelseti sono stati abbandonati, le filande chiuse.
Domenico Vivino è cresciuto allevando bachi: sono state sua nonna e suo padre a tramandargli i gesti. Ed è da questa conoscenza familiare, unita alla formazione raccolta all’estero, che è partita la ricostruzione.
Il videoracconto
La visita: museo, gelseto, filanda
Nido di Seta non è solo produzione. Ogni anno oltre settemila persone arrivano a San Floro per l’esperienza del “Viaggio nella seta”: un percorso di circa due ore che parte dal Museo Didattico della Seta, ospitato nelle cantine del Castello Caracciolo nel centro storico, e arriva al gelseto, all’allevamento dei bachi e alla filatura dal vivo. Nel museo si vedono paramenti sacri d’epoca, abiti in seta antica, un telaio con cui i visitatori possono provare qualche passaggio di tessitura.



“Basta che un bambino su cinquanta vada a casa con un messaggio”, dice Cristina, responsabile accoglienza della cooperativa. “Il messaggio è: vai, apri la tua mente, ma torna. Perché altrimenti questa diventa una terra abbandonata”. È una frase che riassume lo spirito di tutto il progetto meglio di qualunque piano di sviluppo.
Cosa vedere e come prenotare la visita a Nido di Seta
Il tour completo dura circa due ore e include museo, gelseto, allevamento del baco e trattura della seta. Il punto d’incontro è la piazza principale di San Floro, in via Regina Elena, davanti al Museo della Seta. Poi ci si sposta in campagna su un breve tratto di strada sterrata. La cooperativa si trova a otto chilometri dallo svincolo superstrada di Germaneto-Università e a otto da quello di Borgia sulla ionica. La prenotazione è consigliata, soprattutto tra primavera ed estate quando i bachi sono in piena attività e i gruppi si moltiplicano.
Chi passa da San Floro può combinare la visita a Nido di Seta con una tappa al Mulinum di Stefano Caccavari l’altro progetto giovane del paese dedicato al recupero dei grani antichi. Due realtà diverse, nate a pochi chilometri una dall’altra, che insieme raccontano cosa può succedere quando dei giovani decidono di tornare in Calabria invece di andarsene. Inoltre San Floro è vicino Girifalco, dove è possibile visitare l’atelier di Rocco Vitaliano di cui vi abbiamo parlato qui.
Domande frequenti su Nido di Seta
Dove si trova Nido di Seta e come arrivare?
Nido di Seta ha sede a San Floro, in provincia di Catanzaro. Il punto d’incontro delle visite è in via Regina Elena, davanti al Museo della Seta nel centro storico. La cooperativa dista circa otto chilometri sia dallo svincolo della superstrada Germaneto-Università, sia da quello di Borgia sulla ionica.
Quanto costa la visita a Nido di Seta?
Il tour completo di circa due ore — museo, gelseto, allevamento dei bachi e filatura — ha un costo di 10 euro a persona. È disponibile anche una formula con pranzo km zero a base di prodotti biologici, al prezzo di 40 euro per gli adulti e 18 per i bambini. Si consiglia sempre di verificare orari e tariffe aggiornate sul sito ufficiale.
Quando è il periodo migliore per visitare la cooperativa?
La primavera e l’inizio dell’estate sono il periodo ideale, tra maggio e giugno, quando i bachi da seta sono in piena fase di allevamento e si possono osservare dal vivo tutte le fasi, dalla foglia di gelso al bozzolo. In altri periodi la visita al museo e al gelseto resta sempre possibile, ma l’allevamento attivo si vede solo nei mesi di picco.
Chi ha fondato Nido di Seta?
La cooperativa è stata fondata nel 2014 da Miriam Pugliese, Giovanna Bagnato e Domenico Vivino, tre giovani di San Floro tornati in Calabria dopo esperienze di studio e lavoro in Italia e all’estero, tra Thailandia, India e Messico. Oggi la squadra stabile è composta da sei persone, affiancata da una rete di otto artigiane.
Nido di Seta collabora davvero con Gucci?
Sì. La cooperativa è diventata fornitrice di materia prima per Gucci, con l’obiettivo di realizzare il primo foulard di seta con filiera interamente Made in Italy. L’intera lavorazione, dalla foglia di gelso al filo finito, avviene oggi in Calabria, un caso unico nel panorama serico nazionale.
Questa è la Calabria che ci piace.



