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Festa di San Francesco di Paola 2026: dieci giorni di eventi

Il 4 maggio, mentre la fanfara dei Carabinieri intona le sue note in Piazza IV Novembre a Paola, la Calabria si ferma davanti al simulacro di un eremita morto cinque secoli fa in Francia. È la giornata clou dei festeggiamenti per San Francesco di Paola, patrono della Calabria, e per chi vive qui non è una formalità da calendario. È un appuntamento che attraversa le generazioni e che, da quasi sessant’anni, ha un riconoscimento ufficiale anche dalla Chiesa universale.

San Francesco di Paola è il patrono principale della Calabria dal 22 giugno 1962, quando papa Giovanni XXIII lo proclamò “Celeste Patrono presso Dio” della regione con il Breve Lumen Calabriae. È nato a Paola nel 1416, è morto a Tours nel 1507, ha fondato l’Ordine dei Minimi e ha lasciato come eredità una sola parola, ancora oggi scolpita sotto ogni sua effigie: Charitas.

Perché San Francesco di Paola è patrono della Calabria

La proclamazione del 1962 non è arrivata dal nulla. Da secoli i calabresi consideravano già Francesco il loro punto di riferimento spirituale: prima del riconoscimento ufficiale, il Santo era già stato patrono del Regno delle Due Sicilie e patrono dei Marittimi d’Italia, titolo questo concessogli da Pio XII nel 1943. Giovanni XXIII, con il Breve Lumen Calabriae del 22 giugno 1962, ha solo certificato qualcosa che la devozione popolare aveva già stabilito da tempo.

Le ragioni del legame sono diverse. Francesco è nato e cresciuto a Paola, sulla costa tirrenica cosentina, e ha trascorso gran parte della vita in Calabria fondando eremitaggi a Paterno Calabro, Spezzano della Sila, Corigliano Calabro. La sua scelta di chiamare i propri seguaci “Minimi” — i più piccoli tra i piccoli — ha trovato terreno fertile in una terra che ha sempre conosciuto la fatica e la marginalità. La sua difesa dei poveri contro le prepotenze dei potenti del tempo è entrata nella memoria collettiva.

Il culto si è poi diffuso ben oltre i confini regionali. Le comunità calabresi all’estero in Argentina, Brasile, Stati Uniti, Australia, Francia — hanno portato con sé l’immagine del Santo con il saio e il bastone, custodendola nelle chiese delle parrocchie d’emigrazione. Quando si parla di San Francesco di Paola, si parla anche di una geografia affettiva che attraversa oceani.

La vita: dall’eremitaggio sopra Paola alla corte di Francia

Francesco nasce a Paola il 27 marzo 1416 da Giacomo Martolilla e Vienna da Fuscaldo. Il nome glielo danno per devozione a San Francesco d’Assisi, alla cui intercessione i genitori avevano affidato il desiderio di un figlio. A quindici anni si ritira in eremitaggio sulle alture sopra Paola, dove oggi sorge il Santuario di San Francesco di Paola, una delle mete di pellegrinaggio più frequentate del Sud Italia.

Chi sale al Santuario nota subito la convivenza tra l’antico romitorio scavato nella roccia e la basilica moderna inaugurata nel Giubileo del 2000. Il “Ponte del Diavolo” e la “Fonte della Cucchiarella” — sorgente considerata miracolosa dai devoti — completano un percorso che ogni anno richiama migliaia di pellegrini, soprattutto il 2 aprile, giorno della memoria liturgica.

L’episodio più noto della vita di Francesco è l’attraversamento dello Stretto di Messina sul mantello, raccontato dalle Leggende di Liszt e diventato simbolo iconografico del Santo. La sua fama di taumaturgo arriva fino in Francia: il re Luigi XI, gravemente malato, lo fa chiamare a corte. Francesco parte controvoglia su mandato del papa, raggiunge Tours, vi trascorre gli ultimi anni e lì muore il 2 aprile 1507. Viene canonizzato il 1° maggio 1519 da Leone X, dodici anni dopo la morte: un tempo brevissimo per gli standard ecclesiastici dell’epoca.

Quando si celebra la festa: le date che contano

La festa di San Francesco di Paola ha tre date di riferimento, e capire quale sia la “vera” festa è una domanda che ricorre ogni anno:

  • 27 marzo: nascita del Santo a Paola
  • 2 aprile: memoria liturgica, giorno della morte a Tours nel 1507
  • 4 maggio: festa solenne celebrata dalla città di Paola, scelta nel 1904 per evitare la sovrapposizione con la Settimana Santa

A questo si aggiunge il 2 maggio, giornata dedicata al patronato sulla Calabria, in memoria del Breve di Giovanni XXIII del 1962. Per chi vuole partecipare ai festeggiamenti più sentiti, l’appuntamento è quindi a Paola tra fine aprile e i primi giorni di maggio.

I festeggiamenti 2026: dieci giorni dal 24 aprile al 4 maggio

L’edizione 2026 dei festeggiamenti segna un cambio di passo. Il Comune di Paola, guidato dal sindaco Roberto Perrotta, ha esteso il calendario civile: dieci giorni invece dei tradizionali quattro, dal 24 aprile al 4 maggio. La novità è stata presentata in conferenza stampa il 24 aprile presso il Museo multimediale dedicato al Santo, dove è stata anche inaugurata la mostra di pittura “Fioritura dello Spirito” curata dall’associazione Osvaldo Iorio.

La conferenza stampa di presentazione degli eventi per le celebrazioni di San Francesco di Paola 2026

Tra gli appuntamenti civili più attesi:

  • 24 aprile: apertura con “Wine Paola” al Parco Europa (dodici cantine calabresi in degustazione) e musica diffusa in città
  • 25-26 aprile: dj set e concerti tra Corso Roma e Piazza del Popolo, con un pomeriggio dedicato alla break dance alla Villa comunale
  • 27-30 aprile: area giochi quotidiana per bambini su Corso Roma a cura di Joka Calabria
  • 30 aprile: serata con Selma Ezzine, vincitrice nel 2025 di “Dalla strada al palco” su Rai 1, e dj set di Mario Fargetta (Radio Deejay, M2O)
  • 1° maggio: concerto del trio Italico con la voce di Elisabetta Eneh, backing vocalist di Zucchero
  • 2 maggio: live di Mara Sattei, tra le voci più riconoscibili del pop italiano contemporaneo, dopo lo show “Love the 90s”
  • 3 maggio: sfilata del complesso bandistico “San Francesco di Paola” e accoglienza del Sacro Mantello con il soprano Cesira Frangella
  • 4 maggio: giorno della festa, con la Fanfara del 12° Reggimento Carabinieri “Sicilia” e, a chiusura, lo spettacolo piromusicale diffuso in cinque punti della città — una novità che, dopo decenni, sostituisce i tradizionali fuochi d’artificio

Il Museo di San Francesco resterà aperto durante i quattro giorni principali della festa. Il luna park è stato spostato nell’area portuale tra i Tre Ponti e la località Castello, mentre il percorso simbolico del Mantello si concluderà all’inizio del lungomare, dove sorge la scultura dedicata al Santo.

Cosa vedere a Paola legato al Santo

Chi arriva a Paola in questi giorni si rende conto subito che la città ha due cuori che pulsano insieme. C’è la parte costiera, con il lungomare e l’antica scogliera, e c’è la parte collinare dominata dal Santuario, raggiungibile a piedi seguendo un percorso devozionale che molti pellegrini compiono anche scalzi. Tra i luoghi da non perdere:

  • Santuario di San Francesco di Paola: il complesso include la basilica antica, la basilica nuova del 2000, l’eremo originale, la grotta della preghiera, il Ponte del Diavolo e la Fonte della Cucchiarella
  • Casa Natale: aperta al pubblico, custodisce gli ambienti in cui il Santo è nato e ha vissuto i primi anni
  • Museo Multimediale: spazio dedicato alla figura del Santo con percorsi interattivi, sede anche delle mostre temporanee durante i festeggiamenti
  • Cammino di San Francesco: itinerario di 112 chilometri suddiviso in tre tappe (Via del Giovane, Via dell’Eremita, Via dei Monasteri) per chi vuole ripercorrere a piedi i luoghi della vita del Santo

Vale la pena ricordare che il Santuario non è solo meta di pellegrinaggio: è anche un complesso architettonico di interesse culturale, con opere d’arte e un patrimonio devozionale stratificato nei secoli. Per chi vuole approfondire la figura storica del Santo, l’Ordine dei Minimi cura il sito ufficiale dedicato, con biografia, documenti e informazioni sui pellegrinaggi.

Come arrivare a Paola

Paola si trova in provincia di Cosenza, sulla costa tirrenica calabrese. È raggiungibile:

  • In auto: dall’autostrada A2 del Mediterraneo, uscita Cosenza nord o Tarsia, poi SS107 o SS18 fino a Paola
  • In treno: la stazione di Paola è uno dei principali snodi ferroviari della Calabria, collegato direttamente a Roma, Napoli, Reggio Calabria e Lamezia Terme
  • In aereo: aeroporto di Lamezia Terme a circa 60 km

Durante i giorni di festa il Comune attiva servizi navetta in tutta la città, con tariffe agevolate per i residenti nei giorni principali.

Domande Frequenti

Perché San Francesco di Paola è patrono della Calabria?

San Francesco di Paola è stato proclamato patrono principale della Calabria il 22 giugno 1962 da papa Giovanni XXIII con il Breve Lumen Calabriae. La devozione popolare lo riconosceva già da secoli come riferimento spirituale della regione, dove era nato nel 1416 e dove ha fondato l’Ordine dei Minimi e diversi eremitaggi.

Quando si festeggia San Francesco di Paola?

La memoria liturgica cade il 2 aprile, anniversario della morte avvenuta a Tours nel 1507. La città di Paola celebra la festa solenne il 4 maggio, data scelta nel 1904 per evitare la coincidenza con la Settimana Santa. Il 2 maggio si ricorda invece il patronato sulla Calabria.

Dove si trova il Santuario di San Francesco di Paola?

Il Santuario sorge nella parte collinare di Paola, in provincia di Cosenza, sulla costa tirrenica calabrese. Comprende la basilica antica, la basilica nuova inaugurata nel Giubileo del 2000, l’eremo originale del Santo, la grotta della preghiera e la Fonte della Cucchiarella. È meta di pellegrinaggio tutto l’anno.

Quali sono gli eventi della festa di San Francesco di Paola 2026?

Il programma 2026 si estende dal 24 aprile al 4 maggio. Tra gli appuntamenti principali: “Wine Paola” il 24 aprile, concerto di Selma Ezzine il 30 aprile, live di Mara Sattei il 2 maggio, sfilata della banda il 3 maggio e, il 4 maggio, la Fanfara dei Carabinieri seguita da uno spettacolo piromusicale diffuso in cinque punti della città.

Cosa significa il motto "Charitas" di San Francesco di Paola?

Charitas è la parola che il Santo scelse come sintesi del suo messaggio spirituale e che ancora oggi compare in ogni sua effigie. Significa “carità” intesa come amore per Dio e per il prossimo, soprattutto per i più poveri. È il fondamento della Regola dell’Ordine dei Minimi, basata sull’umiltà, la penitenza e il servizio.

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