Il mulino antico di Conflenti Superiore, tra i vicoli del Reventino, ha ospitato le ultime giornate di un’edizione che chiude con il weekend del 30 e 31 luglio. Felici e Conflenti 2026 si è conclusa così, tra canti, danze e laboratori, con un programma che ha intrecciato musica popolare, ricerca universitaria e la festa di piazza che ogni anno richiama pubblico da tutta Italia.
Felici e Conflenti è un workshop residenziale diffuso dedicato alla cultura musicale e coreutica del Reventino, a Conflenti, in provincia di Catanzaro. Per cinque giorni laboratori di danza, canto e strumenti tradizionali si sono alternati a pranzi sociali, cammini e concerti dentro il paese, in un formato pensato per essere vissuto e non solo osservato.
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Il gran finale: cosa è successo tra il 30 e il 31 luglio
Giovedì 30 luglio la giornata è ripartita alle 10:00 con i laboratori di strumento e danza. Alle 13:00, in località Ardano, il pranzo sociale ha riunito partecipanti, abitanti, docenti e suonatori. Alle 16:00 è stato presentato il libro Cardeto, Mammola, Cinquefrondi 1954, curato da Danilo Gatto, con l’autore e l’etnomusicologo Christian Ferlaino.




Nel pomeriggio, sul sagrato della Basilica della Madonna di Visora, un laboratorio a cura di Iris Simari e Francesco Spinelli ha avvicinato i più piccoli alle piante e ai loro usi. Dalle 18:00 la Fanfara di Sorianello ha attraversato le strade del paese, mentre la sera si è spostata in Piazza Pontano: cena, festa con i suonatori tradizionali del Reventino e, alle 23:00, il concerto dei Mascarimiri, tra sonorità salentine e contaminazioni contemporanee.
Venerdì 31 luglio si è aperto ancora con i laboratori di danza e strumento, seguiti dal laboratorio di cucina sociale del Reventino e dal pranzo in località Ardano. Nel pomeriggio, tra un laboratorio di saponificazione a freddo e uno musicale per bambini dedicato all’acqua, i Giganti di Felice Napoleone da Porto Salvo hanno attraversato il paese in forma itinerante. La serata si è chiusa in Piazza Visora con il concerto dei Parafoné e, a mezzanotte e mezza, con il tradizionale Ballo del Ciuccio, l’appuntamento che chiude ogni edizione del festival.
Perché una ricercatrice di Chicago ha scelto di studiare le feste popolari calabresi?
A segnare il percorso verso il gran finale è stato l’incontro con Tanya Landau, dottoranda e ricercatrice alla Northwestern University di Chicago, negli Stati Uniti. Landau ha scelto proprio questo festival come uno dei luoghi in cui approfondire il proprio studio sull’impatto socioculturale delle feste popolari in Calabria.
All’Antico mulino di Conflenti Superiore, Landau ha presentato il percorso di ricerca che sta conducendo sui festival di musica tradizionale, confrontandosi con il pubblico su come queste esperienze vengono vissute in relazione alla tradizione, all’appartenenza e alla dimensione comunitaria.
«L’interesse della ricerca internazionale mostra come ciò che accade a Felici e Conflenti abbia una rilevanza che supera i confini locali», ha dichiarato Christian Ferlaino, etnomusicologo, coordinatore scientifico del festival e ricercatore dell’Università della Calabria. «Al centro non ci sono soltanto repertori musicali e coreutici, ma il modo in cui queste pratiche vengono vissute, condivise e trasformate all’interno della comunità».
Un festival cresciuto dentro il paese
Il festival nasce da un’idea di Alessio Bressi, che ne cura la direzione artistica, e di Antonella Stranges, ed è promosso dall’Associazione Felici e Conflenti, presieduta da Giuseppe Gallo, con il coordinamento scientifico di Christian Ferlaino. Non è pensato per essere osservato da spettatori: è un’esperienza da vivere dentro il paese, tra pranzi sociali, cammini e laboratori aperti a chi vuole parteciparvi.
Negli anni la manifestazione, presentata a inizio luglio con l’apertura della XII edizione, ha costruito una rete che va oltre Conflenti, richiamando suonatori, danzatori e ricercatori da tutta Italia e da diversi Paesi europei. Chi cerca altri appuntamenti di musica tradizionale in Calabria può guardare anche a il festival dedicato alla tarantella calabrese o ad altri festival musicali dell’estate calabrese, come l’IRA Festival di Soverato.
Per chi non ha fatto in tempo quest’anno, il riferimento per le prossime edizioni resta il sito ufficiale di Felici e Conflenti.
Domande Frequenti
Quando si è concluso Felici e Conflenti 2026?
La XII edizione si è chiusa venerdì 31 luglio 2026, dopo cinque giorni di eventi. Il gran finale ha avuto luogo giovedì 30 e venerdì 31 luglio, con il concerto dei Mascarimiri il 30 e quello dei Parafoné il 31, seguito dal tradizionale Ballo del Ciuccio a mezzanotte e mezza.
Dove si è svolto Felici e Conflenti?
Il festival si è svolto a Conflenti, borgo del Reventino in provincia di Catanzaro, tra le piazze e i vicoli del centro storico e la frazione di Conflenti Superiore, con appuntamenti diffusi in diversi punti del paese.
Chi è Tanya Landau?
È una dottoranda e ricercatrice della Northwestern University di Chicago, negli Stati Uniti, che studia l’impatto socioculturale delle feste popolari in Calabria e ha scelto Felici e Conflenti come uno dei casi di studio della sua ricerca.
Cos'è il Ballo del Ciuccio?
È il ballo tradizionale che chiude ogni edizione di Felici e Conflenti, alle 00:30 dell’ultima serata: uno degli appuntamenti più attesi e riconoscibili del festival, che raccoglie in piazza suonatori e pubblico.





