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La Calabria in TV

La sardella di Crucoli: il Tg5 accende i riflettori sul borgo

Per qualche ora, il municipio di Crucoli si è trasformato in una redazione: cavi, monitor, una troupe al lavoro e, fuori, l’odore pungente della sardella appena servita. La sardella di Crucoli, il prodotto che in paese chiamano la regina del territorio, è finita davanti alle telecamere del Tg5 di Gioacchino Bonsignore, arrivato nel borgo del Crotonese per raccontarne i sapori e la vita di tutti i giorni.

La sardella di Crucoli è una conserva di pesce minuto, peperoncino e semi di finocchio selvatico, lasciata maturare sotto sale. La tradizione la legava alle neonate di pesce azzurro, oggi sostituite dal pesce consentito dalla normativa. Chiamata “caviale dei poveri”, è riconosciuta come prodotto a denominazione comunale (De.Co.) di Crucoli, in provincia di Crotone.

Una giornata da set televisivo nel centro storico

A guidare le riprese c’era Gioacchino Bonsignore, storico volto del Tg5 e curatore della rubrica enogastronomica Gusto. La troupe ha filmato i vicoli, gli stand allestiti dalle associazioni del paese e le ragazze in abito tradizionale della pacchiana, mentre la sala consiliare diventava per qualche ora una postazione di montaggio sul posto.

Sui banchi, accanto alla sardella, c’erano i vini del territorio, le ceste intrecciate e i manufatti artigianali. Il vino che si versa qui non è un generico Gaglioppo: è il Cirò Doc, ottenuto soprattutto da uve Gaglioppo, la cui zona di produzione comprende in parte anche il territorio di Crucoli, oltre a Cirò, Cirò Marina e Melissa.

Chi sale a Crucoli dalla costa, a pochi chilometri dal mare di Torretta, trova un centro storico dove la sardella si ritrova ovunque: sul pane, nella pasta, spalmata sulle bruschette servite agli stand. Non capita spesso che una troupe nazionale salga fin quassù, ma negli ultimi tempi la televisione che accende i riflettori sulla Calabria ha smesso di essere un’eccezione.

La puntata dedicata al borgo e ai suoi prodotti è stata registrata sul posto e attende la messa in onda. È lo stesso meccanismo che, da qualche anno, sta portando i borghi calabresi a farsi notare anche a livello nazionale.

Perché la sardella è la regina di Crucoli

Benché si prepari anche altrove, è Crucoli a rivendicarne la paternità e a custodirne la denominazione comunale. Ogni anno, nella seconda domenica di agosto, il paese le dedica una sagra che richiama visitatori da tutta la regione. Il soprannome di “caviale dei poveri” racconta bene la sua storia: un companatico umile, nato per durare e per dare sapore a una tavola contadina.

La giornata con il Tg5 ha mostrato come quel prodotto possa diventare il filo di un racconto più ampio, fatto di mani che intrecciano le ceste, di chi versa il vino e di chi cucina negli stand. È la stessa logica che muove altri progetti calabresi, come i giovani che a San Floro hanno riaperto la via della seta.

Dal racconto alla strategia: cosa si è detto su Crucoli

Nel pomeriggio il tono si è fatto più raccolto. Una conversazione informale con il giornalista della Gazzetta del Sud Francesco Mannarino, insieme al sindaco Cataldo Librandi e all’assessore Gianfranco Gagliardi, ha aperto una riflessione sulle potenzialità della sardella, sul turismo, sulle attività produttive e sul paesaggio.

Da lì sono usciti spunti concreti. Uno fra tutti: le case a un euro per riportare vita nel centro storico, soprattutto in estate, quando chi è al mare potrebbe salire al borgo, a pochi chilometri dalla costa, per un calice di Cirò Doc nelle attività che potrebbero aprire. È una proposta emersa nel confronto, non ancora una decisione.

Bonsignore ha invitato ragazzi e associazioni a raccontare di più il proprio paese, a renderlo riconoscibile e condivisibile sui social. Al giornalista è andato il premio “Portami a Crucoli”, consegnato a chi contribuisce a far conoscere l’Italia dei borghi. Il tutto rientra nel progetto Pnrr “Viaggiare nel Borgo 2.0”, che il Comune porterà avanti con altre iniziative fino ad agosto.

È un percorso che diverse comunità calabresi stanno provando a costruire, trasformando l’identità in futuro: lo racconta bene anche la rinascita di un borgo come Cleto, stretto tra i suoi due castelli.

Quando si tiene la Sagra della Sardella 2026

La 54ª Sagra della Sardella si tiene a Crucoli il 9 e 10 agosto 2026. Per due giorni il centro storico si riempie di stand, degustazioni e musica, con la sardella declinata in ogni piatto possibile. Alla seconda domenica di agosto il paese cambia volto: i vicoli si affollano, gli stand restano aperti fino a sera e l’odore di peperoncino e finocchietto si sente molto prima di arrivare in piazza.

Proprio alla sagra di agosto è arrivato l’invito finale di Bonsignore, in chiusura di una giornata fatta di assaggi, foto e sorrisi. Per informazioni aggiornate su date e programma conviene consultare la pagina ufficiale dell’evento sul portale della Regione Calabria, Calabria Straordinaria.

Domande frequenti

Cos'è la sardella di Crucoli?

È una conserva di pesce minuto impastato con peperoncino e semi di finocchio selvatico e lasciato maturare sotto sale. Un tempo si preparava con le neonate di pesce azzurro, oggi sostituite dal pesce consentito dalla normativa. È chiamata “caviale dei poveri” e a Crucoli, in provincia di Crotone, è riconosciuta come prodotto a denominazione comunale (De.Co.).

Quando si tiene la Sagra della Sardella 2026?

La 54ª edizione della Sagra della Sardella è in programma a Crucoli il 9 e 10 agosto 2026, in linea con la tradizione che la fissa nella seconda domenica di agosto. La manifestazione anima il centro storico con stand, degustazioni e musica. Trattandosi di un evento estivo, conviene verificare date e orari sui canali ufficiali del Comune prima di mettersi in viaggio.

Dove si trova Crucoli e come ci si arriva?

Crucoli è un borgo della provincia di Crotone, sulla costa ionica calabrese, con la frazione marina di Torretta. Si raggiunge in auto dalla SS106 Jonica, uscendo all’altezza di Crucoli Torretta e salendo verso il centro storico. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Crucoli Torretta, sulla linea jonica.

Chi è Gioacchino Bonsignore?

È un giornalista del Tg5, dove dal 2002 cura la rubrica enogastronomica Gusto. Volto storico del telegiornale di Canale 5, si occupa da anni di cibo, prodotti tipici e territori italiani. A Crucoli ha registrato una puntata dedicata al borgo e ha ricevuto il premio “Portami a Crucoli”.

Perché la sardella è chiamata caviale dei poveri?

Perché ricorda il caviale per l’aspetto, la consistenza fine e l’uso in piccole quantità, ma nasce da un pesce umile e da una lavorazione contadina pensata per conservare a lungo e dare gusto a poco. Per lo stesso motivo viene anche definita “nduja di mare”, per via del peperoncino che la rende piccante.

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