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La Calabria degli artisti

IRA Festival chiude a Soverato: Calabria e arte dal mondo

All’Hotel San Domenico di Soverato, una stanza come tante si è trasformata in uno dei luoghi più particolari dell’estate calabrese. Un performer vi ha abitato per otto ore con gli occhi chiusi, in uno stato di abbandono volontario tra veglia e sonno. Il pubblico entrava uno alla volta, ogni trenta minuti. Non c’era dialogo: solo la condivisione di uno spazio e di un tempo sospeso.

Si chiama IRA Festival il progetto di arti performative contemporanee che ha reso possibile questa scena. La seconda edizione si è svolta a Soverato, sulla costa ionica calabrese, dal 18 al 21 giugno 2026. È un progetto ideato da Settimio Pisano e co-diretto da Pietro Monteverdi, che unisce tre anime distinte: un programma di residenze artistiche (IRA Residencies), una piattaforma professionale internazionale (IRA Platform) e una rassegna di spettacoli aperta alla comunità locale. Il nome richiama la prima parola dell’Iliade: forza, intesa come tensione creativa e resistenza.

Soverato laboratorio, non semplice cornice

Per quattro giorni, Soverato non ha fatto da sfondo al festival: ne è stata la materia. Teatri, cortili scolastici, palestre, corridoi vetrati, campi da basket, sale parrocchiali e una stanza d’albergo si sono trasformati in spazi scenici. È questa la cifra che distingue IRA da un festival tradizionale: il format diffuso che abita la città invece di limitarsi a occuparne una sala.

Tra le opere presentate nell’ultima parte del programma, sabato 20 e domenica 21 giugno, figurano diverse prime. “MALIA – studio sull’incanto” della compagnia bolognese Parini Secondo, artista associata del Piccolo Teatro di Milano, ha portato in scena un lavoro che intreccia trance music, black metal e letteratura esoterica. “Manifestus” di Jacopo Jenna, al Teatro sul Mare, ha costruito una riflessione coreografica sulla memoria collettiva e la costruzione dei simboli. “Under Control” del coreografo sloveno Luka Piletič è arrivato a Soverato in prima nazionale, interrogando il rapporto tra controllo sociale e identità corporea.

L’ultima giornata ha ospitato tre open studio dal programma di residenze. “Chucao: Sensitive Interface Biome” della coreografa cilena María Catalina Jorquera ha esplorato il dialogo tra corpo, suono e tecnologia generativa, ispirandosi al canto del Chucao, uccello endemico delle foreste australi del Cile. “Vorreië ca scisse la lunë” del duo casagrande//giorgini ha trasformato i canti di tradizione agricola abruzzese in un concerto performativo contemporaneo. “NU” di Virginia Spallarossa ha dialogato con l’estetica barocca attraverso il movimento di due corpi.

A chiudere il festival: la prima assoluta site-specific “NICO, DESERTSHORE” di Giovanfrancesco Giannini, dedicata all’universo poetico e musicale di Christa Päffgen — conosciuta come Nico — e la prima europea di “Todo lo que me falta” dell’argentino Juan Pablo Galimberti, lavoro sulla costruzione della memoria personale che ha suggellato la vocazione internazionale del progetto.

Oltre cinquanta operatori da tutto il mondo

La seconda anima di IRA Festival è IRA Platform, la componente professionale che ha portato a Soverato oltre cinquanta tra direttori artistici, curatori e produttori internazionali. I “Pitch & Drink” — sessioni mattutine in formato informale — permettevano agli artisti in residenza di presentare i lavori in costruzione a chi poi programma nei teatri e nei festival di tutto il mondo. Non una vetrina, ma un incontro tra chi crea e chi distribuisce.

Tra le partnership di questa edizione, quella con Piemonte dal Vivo per due delle creazioni in programma, e la rete blOOM, che unisce Fondazione Armunia, Santarcangelo Festival, Sardegna Teatro e Triennale Milano Teatro. Una geografia di collaborazioni che posiziona IRA dentro i circuiti nazionali e internazionali della creazione contemporanea.

Nel discorso inaugurale del festival, il co-direttore Pietro Monteverdi aveva dichiarato: «Sono convinto che riusciremo a fare cose ancora più belle, perché la bellezza non sempre coincide con la grandezza; anzi, credo che la gioia, la bellezza e l’umanità si trovino anche, e soprattutto, nelle piccole cose».

Cosa rimane a Soverato dopo il sipario

Come nasce IRA Festival? Dalle parole degli stessi co-direttori, «dalla consapevolezza di un ruolo importante, in termini di responsabilità e di funzioni, nel colmare un vuoto nella proposta contemporanea multidisciplinare in Calabria e nel Mezzogiorno». Soverato non è stata scelta solo per la sua posizione sul mare Ionio: è stata scelta perché territorio dove il progetto potesse radicarsi e restituire alla comunità qualcosa di concreto.

Secondo il comunicato ufficiale di chiusura, Monteverdi ha dichiarato che «Soverato è da ora sulla mappa delle arti performative mondiali», citando attestati di stima ricevuti da operatori di San Paolo, Santiago del Cile, Ginevra, Bruxelles, Hong Kong e Berlino. Si tratta di affermazioni riferite dagli organizzatori: la presenza effettiva di operatori da queste città è coerente con la struttura della piattaforma professionale del festival, ma non è verificabile nel dettaglio da fonti terze.

Quello che resta, al di là delle dichiarazioni, è un progetto che in due edizioni ha costruito una credibilità riconoscibile fuori dai confini regionali. L’estate calabrese offre anche altri appuntamenti con il teatro e lo spettacolo dal vivo, ma IRA Festival occupa una posizione specifica: quella di chi non ospita la cultura contemporanea internazionale, ma la produce e la mette in circolazione.

Per tenersi aggiornati sulle prossime edizioni e sulle attività di IRA durante l’anno, il riferimento è il sito ufficiale di IRA – International Institute for Performing Arts.

Chi vuole esplorare cosa fare in Calabria nelle prossime settimane può partire da la guida agli eventi in Calabria a giugno 2026.

Domande Frequenti

Cos'è IRA Festival e dove si svolge?

IRA Festival è un progetto internazionale di arti performative contemporanee ideato da Settimio Pisano e co-diretto da Pietro Monteverdi. Si svolge a Soverato, in provincia di Catanzaro, sulla costa ionica calabrese. Unisce residenze artistiche, una piattaforma professionale internazionale e una rassegna di spettacoli aperti alla comunità. Il nome richiama la prima parola dell’Iliade.

Quando si è svolta la seconda edizione di IRA Festival?

La seconda edizione di IRA Festival si è svolta dal 18 al 21 giugno 2026 a Soverato (CZ). La prima edizione aveva debuttato nel settembre 2025, sempre a Soverato.

Come si raggiunge Soverato?

Soverato si trova sulla costa ionica calabrese, in provincia di Catanzaro. In auto è raggiungibile dall’autostrada A2 uscendo a Catanzaro Lido, poi seguendo la statale ionica verso sud per circa 30 chilometri. La stazione ferroviaria di Soverato è sulla linea ionica Reggio Calabria-Taranto. L’aeroporto più vicino è quello di Lamezia Terme (CZ), a circa 50 chilometri.

IRA Festival è aperto al pubblico o solo agli operatori del settore?

IRA Festival ha una doppia anima: IRA Platform è la sezione professionale dedicata a direttori, curatori e produttori internazionali; gli spettacoli e gli open studio sono invece aperti al pubblico, con attenzione particolare al coinvolgimento della comunità locale di Soverato e dei giovani. Per informazioni su biglietti e accessi alle future edizioni, consultare il sito ufficiale irainstitute.it.

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