Chiedo a Brettia…
La Calabria da scoprire

Sentiero dei Miracoli a Paola: le tappe del Santuario

Chi arriva al Santuario di San Francesco di Paola dopo il piazzale e la facciata della basilica antica, di solito non si aspetta quello che trova subito dopo: una serie di piccoli luoghi, ognuno legato a un episodio della vita del Santo. È il sentiero dei miracoli a Paola, chiamato dai frati “zona dei miracoli”, e racconta la storia del fondatore dell’Ordine dei Minimi attraverso pietre, acqua, ponti e oggetti.

Il Sentiero dei Miracoli del Santuario di San Francesco di Paola è un percorso devozionale di poche centinaia di metri, all’interno del complesso conventuale, che attraversa sette luoghi legati ai prodigi attribuiti al Santo durante la costruzione del convento e gli anni precedenti. Si percorre in venti, trenta minuti, ma vale di più sostarci.

Cos’è il Sentiero dei Miracoli e dove si trova

Il sentiero, conosciuto ufficialmente come “zona dei miracoli”, si snoda tra la basilica antica del XV secolo e l’aula liturgica nuova, inaugurata nel 2000. Il punto di partenza è il piazzale del Santuario, a Paola, in provincia di Cosenza. Da qui si costeggia la navata laterale della chiesa antica e si imbocca la stradina con le arcate.

Il percorso si conclude alla Grotta della Penitenza, oltre il torrente Isca, e alle Pietre del Miracolo, sul pendio sotto il piazzale dell’obelisco. Camminando ci si rende conto che la “zona dei miracoli” non è un museo all’aperto: è un luogo vivo, dove i pellegrini sostano davanti a un mestolo, riempiono bottiglie d’acqua, sfiorano una pietra con la mano.

Le sette tappe del Sentiero dei Miracoli

1. Il Macigno

La prima tappa si trova accanto all’ingresso della basilica antica. È una grossa pietra consumata da secoli di tocchi di mani dei fedeli. La tradizione racconta che fu trasportata dal mare fino al santuario da un uomo infermo: man mano che saliva, la gamba malata guariva e la pietra diventava più leggera.

Il macigno nel sentiero dei miracoli di San Francesco a Paola

Oggi il macigno è il primo gesto che molti pellegrini compiono entrando: lo toccano, ci appoggiano la fronte. La superficie è liscia per il passaggio dei devoti.

2. La Fornace della calce

Imboccato il sentiero coperto dalle arcate, si arriva alla calcara, la fornace dove si cuoceva la calce per costruire il convento. È il luogo di due prodigi tra i più cari ai paolani.

Il primo: la fornace stava cedendo durante i lavori, e Francesco vi entrò da solo per ripararla, uscendone illeso. Il secondo: l’agnellino Martinello, che il Santo si portava dietro, fu sgozzato e mangiato dagli operai affamati. Le ossa finirono nella fornace. Francesco si avvicinò all’imboccatura, chiamò “Martinello” e l’agnellino tornò vivo. La lapide che si legge sul posto ricorda: “Calcara che spesso rovinava”. Dal 2016, dopo i lavori di restauro, è possibile entrare anche all’interno della fornace.

3. La Bomba inesplosa

Pochi metri più avanti, al termine degli archi che collegano l’antico convento con la nuova aula liturgica, una piccola nicchia nel muro custodisce il bossolo di una bomba della seconda guerra mondiale. Cadde nel letto del torrente Isca durante i bombardamenti anglo-americani dell’agosto 1943 e non esplose. Le successive operazioni di disinnesco confermarono che l’ordigno era perfettamente integro.

La bomba inesplosa nel sentiero dei miracoli di San Francesco a Paola

Per i paolani è un ex voto moderno, l’unica tappa del sentiero a non avere a che fare con il XV secolo, ma a dimostrare, secondo la devozione popolare, che la protezione del Santo non si è fermata alla sua morte.

4. La Fonte della Cucchiarella

Continuando lungo il viottolo si incontra una piccola edicola con cupoletta muschiata. È la Fonte della Cucchiarella. L’iscrizione racconta che l’acqua sgorgò al tocco del bastone di Francesco e che nello stesso punto il Santo riportò in vita la trota Antonella, di cui era stata gettata la lisca.

La sorgente ha una caratteristica che colpisce chi si china a guardarla: il livello dell’acqua resta sempre lo stesso. Nel 1806 i francesi tentarono di prosciugarla, e nello stesso giorno l’acqua tornò all’altezza precedente. Il nome viene dal mestolo di metallo, la “cucchiarella”, con cui i pellegrini attingono l’acqua. È sempre lo stesso mestolo, lo usano tutti.

5. Il Ponte del Diavolo

Dalla Cucchiarella un sentiero stretto porta al Ponte del Diavolo, l’angolo più scenografico del percorso. È un piccolo ponte in pietra che attraversa il torrente Isca e qui la leggenda prende il sopravvento sulla cronaca.

Si racconta che Francesco, avendo bisogno di attraversare il torrente, ordinò al diavolo di costruire il ponte. In cambio, il maligno chiese l’anima del primo a passarvi sopra. Il Santo fece passare per primo un cane. Furioso, il diavolo tirò un calcio al parapetto sinistro lasciando un buco e si appoggiò alla parete destra con la mano, lasciandovi l’impronta. Entrambi i segni sono ancora indicati ai visitatori. Il rumore dell’Isca che scorre sotto, in certi giorni d’inverno, copre quasi le voci di chi attraversa.

6. La Grotta della Penitenza

Superato il ponte e svoltando a destra si arriva alla Grotta della Penitenza. È il luogo da cui parte tutta la storia: qui Francesco, ancora adolescente, si ritirò per circa cinque anni a vivere da eremita, prima che attorno a lui cominciasse a formarsi la comunità che sarebbe diventata l’Ordine dei Minimi.

La grotta della penitenza nel sentiero dei miracoli di San Francesco a Paola

Dentro, scavato nella roccia, si conserva il “Giaciglio del Santo”, la pietra su cui dormiva. Una targa poco distante, vicino al torrente, ricorda: “Questo torrente Isca vide Francesco dissetarsi alle sue acque, lavorare lungo le sue sponde, pregare al mormorio dei suoi scogli”. È l’unico punto del percorso dove conviene fermarsi in silenzio: lo spazio è angusto, l’eco è netta.

7. Le Pietre del Miracolo

L’ultima tappa si trova sul pendio sotto il piazzale dell’obelisco. Sono due grossi macigni in equilibrio sulla roccia. Durante la costruzione del convento stavano franando verso valle, dove c’erano gli operai. Francesco, secondo il racconto tramandato, si rivolse alle pietre gridando: “Per carità, fermatevi”. Le due pietre si bloccarono.

Le pietre del miracolo nel sentiero dei miracoli di San Francesco a Paola

Stanno lì da allora, con il baricentro spostato in modo che, a guardarle dal basso, sembrano sempre sul punto di cadere. È la tappa che chiude il sentiero dei miracoli e riporta il visitatore verso il piazzale del Santuario.

Il nostro videoracconto

Cosa sapere prima di percorrere la zona dei miracoli

Il percorso non è impegnativo, ma alcuni tratti sono in pendenza e i ciottoli, dopo una pioggia, possono essere scivolosi. Le scarpe comode sono consigliate. L’ingresso al Santuario è gratuito, gli orari di apertura sono variabili a seconda della stagione e delle celebrazioni: conviene controllare prima sul sito ufficiale del Santuario.

San Francesco di Paola, il fondatore dei Minimi

Francesco nacque a Paola nel 1416 e morì in Francia, a Plessis-lez-Tours, nel 1507. Fondò l’Ordine dei Minimi, sorto attorno alla metà del XV secolo: il primo nucleo di seguaci si data, secondo gli studi più recenti, al 1450 circa, mentre la costruzione del convento di Paola iniziò nel 1452 con il sostegno dell’arcivescovo di Cosenza Pirro Caracciolo.

Fu proclamato santo da papa Leone X il 1° maggio 1519, a soli dodici anni dalla morte. Nel 2019 il Santuario di Paola ha celebrato il V centenario della canonizzazione. È patrono principale della Calabria e, dal 1943, patrono della gente di mare d’Italia. Il motto del suo Ordine è una sola parola: Charitas, scritta sullo scudo che, secondo la tradizione, gli fu donato dall’arcangelo Michele.

Domande Frequenti

Quante sono le tappe del Sentiero dei Miracoli a Paola?

Le tappe principali sono sette: il Macigno all’ingresso della basilica, la Fornace della calce, la Bomba inesplosa del 1943, la Fonte della Cucchiarella, il Ponte del Diavolo, la Grotta della Penitenza e le Pietre del Miracolo. Il sito ufficiale del Santuario riunisce sotto il nome di “zona dei miracoli” i sei luoghi tra basilica antica e Grotta della Penitenza.

Come si arriva al Santuario di San Francesco di Paola?

Il Santuario si trova a Paola, in provincia di Cosenza, ed è raggiungibile in auto dall’autostrada A2 con uscita a Cosenza Nord o Falerna. La stazione ferroviaria di Paola è collegata alla linea Tirrenica, dista circa tre chilometri dal Santuario. Sono disponibili parcheggi per auto e autobus all’interno del complesso.

Quanto dura la visita alla zona dei miracoli?

Il percorso del Sentiero dei Miracoli si compie in venti, trenta minuti se si cammina senza sostare. Per una visita più meditata, fermandosi a ogni tappa, servono almeno cinquanta minuti. Aggiungendo la basilica antica, l’aula liturgica nuova e il chiostro con il roseto, una visita completa al Santuario richiede da una a due ore.

Cos'è la Fonte della Cucchiarella?

È una sorgente d’acqua all’interno della zona dei miracoli del Santuario di Paola. La tradizione racconta che sgorgò al tocco del bastone di San Francesco e che nello stesso luogo il Santo riportò in vita la trota Antonella. Il nome viene dal mestolo metallico con cui i pellegrini attingono l’acqua. La caratteristica più curiosa è il livello dell’acqua, che resta sempre lo stesso.

Quando si svolgono i festeggiamenti per San Francesco di Paola?

I festeggiamenti si tengono ogni anno dall’1 al 4 maggio. La data è legata all’anniversario della canonizzazione, avvenuta il 1° maggio 1519, la cui notizia arrivò a Paola tre giorni dopo. Il giorno liturgico ufficiale è il 2 aprile, anniversario della morte, ma cade quasi sempre in Quaresima e per questo i festeggiamenti popolari sono spostati a maggio. Scopri il programma del 2026.

Pulsante per tornare all'inizio