Chi arriva da Reggio Calabria lungo la statale 106 jonica se ne accorge prima ancora di sapere come si chiama: la rupe del Monte Calvario, cinque guglie di arenaria che sembrano una mano aperta verso il cielo. Sotto quelle dita di pietra si stringe Pentedattilo. Da qui parte un tour dell’area grecanica pensato per chi ha una mezza giornata e vuole capire un pezzo di Calabria che non somiglia a nessun altro.
In questo contenuto:
Il tour dell’area grecanica da Reggio Calabria è un itinerario di mezza giornata che collega due borghi simbolo del sud della provincia: Pentedattilo, sospeso sotto una rupe a forma di mano, e Bova, capitale storica dei Greci di Calabria. Lungo la strada si incontra il bergamotto della costa ionica, l’agrume che cresce quasi solo qui. Per prenotare e vedere date e disponibilità: clicca qui (link affiliato, prenotando dal nostro sito supporterai il nostro progetto).
In sintesi, durante l’escursione si vedono:
- Pentedattilo, borgo arroccato sotto le “cinque dita” del Monte Calvario
- Bova, antica capitale dei Greci di Calabria, tra i Borghi più Belli d’Italia
- La costa dei Gelsomini e le coltivazioni di bergamotto
- Una degustazione di prodotti tipici a base di bergamotto
Pentedattilo, il borgo sospeso sotto la mano di pietra
Il nome viene dal greco pénta-dáktylos, “cinque dita”, e descrive la forma della rupe che sovrasta l’abitato. Pentedattilo è oggi una frazione di Melito di Porto Salvo, a una trentina di chilometri da Reggio Calabria, e per secoli è stato definito il borgo fantasma più suggestivo della Calabria.
L’abbandono non fu improvviso. Terremoti e movimenti franosi resero le case sempre più fragili: il paese venne dichiarato inabitabile nel 1968 e si svuotò del tutto pochi anni dopo. A questa storia se ne intreccia una più cupa, la leggenda della strage degli Alberti, una faida fra nobili famiglie del Seicento che ancora si racconta tra i vicoli.
Poi qualcosa è cambiato. Dagli anni Ottanta associazioni e volontari hanno ripulito i ruderi, riaperto alcune case e ospitato botteghe artigiane. Non è l’unico paese calabrese rinato così: succede anche a Cleto, un borgo che ha ritrovato vita attorno ai suoi due castelli.
Camminando tra le pietre si arriva ai resti del castello e alle chiese del borgo antico, come quelle che punteggiano molti dei castelli medievali della Calabria. Il colpo d’occhio più forte, però, resta quello da lontano: le guglie del Monte Calvario stagliate contro il cielo.
Bova, capitale dei Greci di Calabria
Da Pentedattilo l’itinerario sale verso l’interno fino a Bova, a 850 metri di altitudine, dove il paesaggio cambia di nuovo. Bova è chiamata la capitale dei Greci di Calabria per le sue origini antiche e per il legame con la cultura ellenofona, ed è inserita tra i Borghi più Belli d’Italia.
Dai resti del castello normanno e dalla terrazza panoramica del paese lo sguardo arriva fino alla costa ionica. Nel borgo si visitano la cattedrale, dedicata alla Madonna della Presentazione (l’Isodìa), e le chiese del centro storico. A Bova si trova anche uno dei centri visita del Parco Nazionale dell’Aspromonte, di cui l’intera area fa parte.
Per chi vuole approfondire prima di partire, è utile la scheda ufficiale di Bova tra i Borghi più Belli d’Italia, con la storia del borgo e le indicazioni pratiche.
Il bergamotto e la lingua che non si è arresa
L’area grecanica si stende all’estremità meridionale dell’Aspromonte e comprende la costa dei Gelsomini, dove cresce il bergamotto. Soprannominato “oro verde di Calabria”, questo agrume si coltiva quasi esclusivamente sulla fascia ionica del reggino: la sua essenza è alla base dell’alta profumeria internazionale, ma entra anche nella cucina locale, in liquori e biscotti che di solito si assaggiano durante la sosta della gita.
L’altro tesoro della zona non si vede, si ascolta. Qui resiste il grecanico, una lingua erede del greco antico, riconosciuta come minoranza linguistica e ancora viva in alcune comunità. Sulla tavola lo stesso intreccio di mondi ritorna nella lestopitta, una sottile focaccia non lievitata farcita con formaggi, salumi e verdure di stagione.
Come si svolge il tour dell’area grecanica da Reggio Calabria?
L’escursione parte da Reggio Calabria e dura in media circa cinque ore, in piccolo gruppo, con trasporto, guida e degustazione inclusi. È una formula comoda per chi non guida sulle strade interne o vuole il contesto di una guida del posto.






Percorrendo la via principale del borgo si incontrano le tracce concrete di questa rinascita. C’è la canonica, dove visse a lungo Gaetano Catanoso, il parroco di Pentedattilo poi proclamato santo, oggi diventata uno spazio dedicato alla sua memoria. C’è la piccola chiesa in cui si tramanda la storia della strage degli Alberti.
E ci sono le botteghe che tengono in vita i mestieri del territorio: la lavorazione della ginestra, la tessitura, la produzione della musulupa, il formaggio fresco della tradizione grecanica modellato con gli stampi di legno intagliato chiamati musulupare. In diversi itinerari la visita si chiude affacciati sul panorama, con una degustazione di vini calabresi.
Per prenotare e vedere date e disponibilità: clicca qui (link affiliato, prenotando dal nostro sito supporterai il nostro progetto). Se invece stai costruendo un weekend completo, dai un’occhiata alle altre idee su cosa fare in Calabria in questo periodo.
Domande Frequenti
Quanto dura il tour dell'area grecanica?
Si tratta di un itinerario di mezza giornata: in media circa cinque ore, partenza e rientro a Reggio Calabria, in piccolo gruppo. Comprende di norma trasporto, guida e una degustazione di prodotti tipici a base di bergamotto. Durata, orari e tariffe vanno confermati sulla pagina di prenotazione, perché possono variare per stagione e operatore.
Come si arriva a Pentedattilo e Bova da Reggio Calabria?
Pentedattilo si raggiunge in auto percorrendo la statale 106 jonica verso Melito di Porto Salvo, a circa 30 chilometri da Reggio Calabria, poi una strada secondaria sale verso il borgo. Bova si trova più all’interno, sull’Aspromonte, a 850 metri di altitudine. Il tour organizzato evita di guidare sulle strade di montagna.
Perché Pentedattilo è chiamato borgo fantasma?
Perché è rimasto a lungo disabitato. Dopo terremoti e frane fu dichiarato inabitabile nel 1968 e si svuotò del tutto pochi anni più tardi. Dagli anni Ottanta associazioni e volontari lo hanno recuperato, riaprendo alcune case e botteghe artigiane: oggi è di nuovo visitabile e animato, soprattutto in estate.
Cos'è la lingua grecanica?
Il grecanico è una lingua di origine greca parlata storicamente in alcuni paesi dell’area grecanica calabrese, fra cui Bova. Erede del greco antico portato dalle colonie della Magna Grecia, è riconosciuta come minoranza linguistica e sopravvive soprattutto nelle tradizioni orali e nei nomi dei luoghi.





